venerdì 7 giugno 2013

MARX

 

MARX


Marx è un filosofo che abbiamo studiato sotto diversi punti di vista. Per esempio, dopo aver preso confidenza con il suo pensiero in campo prettamente teorico e filosofico, ne abbiamo conosciuto gli effetti concreti sulla società. Nel corso del Novecento, infatti, il pensiero marxista ha influenzato profondamente la vita politica e sociale dell'Europa, a partire dalla creazione di partiti socialisti fino ad arrivare alla dittatura stalinista.
Ma veniamo al dunque. Trovo che il pensiero di Marx sia molto interessante, e sicuramente innovativo se si pensa all'epoca in cui si è sviluppato. Epoca alla quale, in ogni caso, è strettamente collegato.
A mio parere, Marx era un osservatore molto attento. Ha osservato la società, i problemi nati dall'impianto capitalistico del sistema e dalla rivoluzione industriale. Ha visto uomini schiacciati dal lavoro, immersi in una dimensione alienante che mai prima di allora avevano conosciuto, operai che spendevano tutte le loro forze senza ricavarne abbastanza. Ed è allora che ha deciso che bisognava cambiare le cose. Dal tentativo di risolvere i problemi di una società soffocata da un sistema economico sbagliato, è nato quindi il Capitale, la sua opera più conosciuta.

ELEMENTI PRINCIPALI DEL PENSIERO MARXISTA:

  • Il lavoro degli operai è alienante.

Un tempo, i lavoratori producevano artigianalmente prodotti finiti che sentivano propri e nei quali potevano riconoscersi. Il lavoro, in questo caso, era soddisfacente, perché gli artigiani avevano la possibilità di vedere i frutti della loro fatica e di mettere del proprio nelle loro creazioni.
Ora, con l'avvento delle fabbriche, il sistema di produzione è cambiato. Ogni operaio svolge un singolo compito ripetitivo, non è che una piccola parte di un immenso ingranaggio. In questo modo, non ha la possibilità di riconoscersi in ciò che produce. Non può nemmeno vedere i prodotti finiti, perciò i suoi sforzi risultano, a livello individuale, privi di scopo. Da qui nasce l'alienazione: sentirsi nient'altro che un tassello, costretti a ripetere lo stesso gesto per ore e ore senza poter fare ricorso a un minimo di creatività. Il prodotto finito, poi, appartiene non al singolo operaio, ma al sistema. Il lavoratore si ritrova quindi a cedere se stesso senza ricavarne niente di niente.

  • La classe operaia rivoluzionerà il sistema.

Negli operai, Marx vede coloro che cambieranno la società. Era infatti certo del bisogno di una rivoluzione proletaria che avrebbe distrutto il sistema capitalistico.

  • Bisogna abolire la disparità tra le classi sociali.

Naturalmente, lottando per i diritti del proletariato, Marx intendeva costruire un sistema basato sull'uguaglianza tra gli uomini. Questo sistema doveva essere “comunista”, e il suo avvento avrebbe conciso con la liberazione dell'umanità dall'alienazione.

  • Occorre abolire la proprietà privata.

La proprietà privata è il simbolo dell'alienazione umana. Se ogni persona possiede qualcosa, è naturale che qualcuno possieda più di altri. Da qui, la formazione delle classi sociali. Per abolire le disparità tra le classi, quindi, è fondamentale abolire la proprietà privata.

  • Collettivizzazione

Per abolire la proprietà privata, ogni industria dev'essere posta sotto il controllo dello Stato. Lo Stato, in seguito, dovrebbe ridistribuire i guadagni in modo equo.

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